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SOS raccolti: manca 1 milione di manodopera

Manca quasi un milione di lavoratori agricoli stagionali. In crisi la raccolta nelle campagne dei principali Paesi agricoli. E’ quanto stima la Coldiretti con il rischio per ll’Unione Europea  di perdere  l’autosufficienza alimentare. E così il suo ruolo di principale esportatore mondiale di alimenti . Il valore è di  138 miliardi di euro con un surplus commerciale nell’agroalimentare di 22 miliardi.

A causa del coronavirus, i 200mila stagionali stranieri non potranno raggiungere il loro posto di lavoro.

In Italia su sollecitazione del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini sono stati prorogati i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza.  Questo evita agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne. La proroga secondo – spiega la Coldiretti – dura fino al 15 giugno e riguarda i permessi di soggiorno in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile

Con il blocco delle frontiere alla circolazione delle persone resta però a rischio più di ¼ del Made in Italy a tavola grazie a  370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero. Si registrano infatti disdette degli impegni di lavoro da parte di decine di migliaia di lavoratori stranieri.

I lavoratori agricoli più presenti in Italia sono: rumeni con 107591 occupati,  marocchini con 35013 e indiani con 34043, che precedono albanesi (32264), senegalesi (14165), polacchi (13134), tunisini (13106), bulgari (11261), macedoni (10428) e pakistani (10272) . Sono molti i “distretti agricoli” del nord dove la manodopera rappresenta una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale . E così per la raccolta delle fragole e asparagi nel Veronese, per le  barbatelle in Friuli, le mele in Trentino. Senza omettere  la frutta in Emilia Romagna, l’uva, le mele, le pere e i kiwi in Piemonte. Ancora con i  pomodori, i broccoli, cavoli e finocchi in Puglia fino agli allevamenti e i caseifici della Lombardia.

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