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Mi devo fidare del cibo che arriva in bicicletta?

Il Food delivery è in crescita esponenziale in Italia e nel mondo: se nel nostro Paese muove 3,2 miliardi di euro, con un +56% solo in un anno dal 2018 al 2019, la cifra globale è 35 miliardi di dollari e ci si aspetta che arrivi a 365 miliardi  di dollari entro il 2030. Tutto questo secondo i dati del Sole 24 ore presentati durante l’incontro sul tema in programma giovedì pomeriggio.

La consegna a domicilio di pranzo e cena sta radicalmente trasformando le nostre abitudini tanto che, racconta Maria Teresa Manuelli del quotidiano economico, i nuovi condomini in costruzione prevedono spesso spazi dedicati alla conservazione del cibo recapitato dai rider.

Fenomeno in crescita, tutto da regolamentare però dal punto di vita normativo: di food delivery si parla sui giornali principalmente proprio per lo status di lavoro dei rider e del rispetto dei loro diritti di lavoratori. Ma c’è anche un altro aspetto che chiama l’approfondimento giornalistico: la salubrità e l’integrità dei cibi trasportati fino alla tavola del cliente. Su questo punto Lucia Decastelli, dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta rassicura: un’indagine condotta recentemente proprio dall’Istituto torinese di via Bologna su un campione scelto fra i soggetti interessati, ha appurato che la catena del freddo e del caldo nei sistemi del food delivery era rispettata sui trasferimenti a breve raggio che il sistema di consegna prevede.

Resta necessario un quadro normativo preciso su ruoli, responsabilità e limiti di riferimento per un fenomeno che coinvolge ristorazione, sistema di consegna e cliente finale.

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