La carne che compriamo ormai non è anonima. Se fino a qualche decennio fa, la certificazione della carne era rappresentata soltanto da un foglio di carta con poche informazioni, la normativa finalmente mette in condizione il consumatore di conoscere il prodotto che mangia tutelandolo a livello sanitario. E’ l’obbligo di esporre i dati previsti per legge di tutta la filiera che parla della vita dell’animale. Le carni di razza pregiata soprattutto non ne sono da meno. Anzi. Le informazioni chiare su tutta la filiera e l’appartenenza al consorzio di produzione controllato dall’ente preposto garantiscono ancora piò sicurezza.

Capita però che non sempre alla carne in vendita corrisponda il certificato esposto. Controllate bene sempre. In una nota catena di supermercati nel banco si nota la carne di razza chianina nelle sue belle vaschette, mentre il certificato si rifà ad un capo bovino di chianina macellato oltre un mese precedente. Quindi o la carne è molto frollata o il certificato è sbagliato.
Come è possibile una cosa del genere? Il consumatore ha il diritto di sapere se la carne che sta per comprare appartiene a quella razza pregiata con un valido certificato.
Un certificato diverso è sicuramente una dimenticanza, ma chi non è addetto ai lavori crede che quel certificato appartenga alla carne esposta.
Ci vuole più chiarezza e attenzione nell’esporre i certificati. Soprattutto per il consumatore.
Cibodoro Conoscere e scegliere il cibo di Roberto Spiridigliozzi