Acquistare la carne buona. Si fa presto a dirlo, ma dove si dirige il consumatore che vuole scegliere la carne migliore? E cosa si aspetta veramente quando chiede la carne di bovini visti in foto al pascolo? Fidarsi soltanto di immagini rassicuranti porta spesso le scelte del consumatore a essere “falsate” da messaggi pubblicitari che a monte hanno negli anni distorto il vero contenuto della bontà della carne.
Immagini con il muso della mucca nel sole, o con il bovino circondato dall’erba, creano un immaginario che non corrisponde alla realtà. I bovini non crescono soltanto nel sole e non crescono solo nell’erba, Le vacche da carne come quelle da latte, sono allevate per lo più in stalla. Anche con ottime soluzioni che rispettano il benessere dell’animale. Ma il consumatore spesso associa soltanto la mucca al pascolo con un binomio unico e inscindibile per valutare e scegliere la qualità della carne. E le stalle? Annullano tutta la bontà della carne? No. Non è soltanto il pascolo e l’alimentazione che rendono la carne nutriente, ma sono tanti altri fattori che sono protagonisti dell’allevamento e che offrono il risultato finale.
L’immagine della zootecnia è ancora oggi distorta da scandali che da un lato mettono in luce effettivi abusi, ma dall’altro creano aspettative negative sugli allevamenti. Sono tantissimi i consumatori che non sono mai entrati in una stalla. E’ necessaria un’informazione completa sulle pratiche zootecniche che danno al cittadino che acquista la carne una visione effettiva e reale delle proprie scelte. Senza limitarsi al cartello pubblicitario della mucca al pascolo.
Ci sono stati studi , come ricordato dal professore Leso dell’Università di Firenze, che hanno considerano la percezione dell’allevamento prima e dopo la visita di un campione di consumatori affezionati alle tematiche di benessere animale. Prima della visita la percezione dell’allevamento era negativo al 48% neutrale al 30% e positivo al 42%. In seguito alla visita la percentuale del neutrale è salita al 54%. Ciò vuol dire che il consumatore non era poi così sicuro delle proprie opinioni sull’allevamento . La percezione negativa è diminuita al 28%. Queste statistiche che hanno visto scendere al 18% la percezione positiva dell’allevamento, è la prova che al consumatore deve essere dato un chiaro messaggio sulla stalla che assicura il benessere animale attraverso tutte le sue attività caratterizzate dalla passione dell’allevatore.
Conoscere veramente la bellezza di un allevamento che rispetta l’animale, porta a scelte buone e consapevoli. E migliori.
Roberto Spiridigliozzi
OdG Lazio
Cibodoro Conoscere e scegliere il cibo di Roberto Spiridigliozzi