BISTECCA DAY: LA CULTURA DELLA CARNE A TORINO

una grigliata del “Bistecca Day”

Torino il  Bistecca Day. Un Comune con oltre 100 allevamenti .Dopo i tre giorni dedicati alla carne Igp della razza bovina Piemontese  dal 27 al 29 aprile a Cavour (Torino), nel magnifico scenario dei Giardini Reali si è tenuto il “Bistecca Day”. Una festa della carne vera e propria promossa dalla Coldiretti. L’incontro ravvicinato con la carne d’eccellenza è stata l’occasione per ribadire la “rivincita” della carne sul mondo vegano. Uno studio presentato dalla stessa associazione ha certificato che i consumatori vegani sono in forte diminuzione. Oggi in Italia sfiorano lo 0,9 %. Dal 3% che si registrava nelle abitudini alimentari. Parliamo di oltre un milione di persone che ha deciso di ritornare alla carne e ai prodotti di origine animale.

Lo studio della Coldiretti rivela un aumento di oltre il 5% della spesa delle famiglie italiane per la carne nel 2018, L’aumento dei consumi – sottolinea la Coldiretti – riguarda tutte le diverse tipologie di carne da quella di pollame (+4%) a quella di maiale (+4%) fino a quella bovina (+5%) che fa registrare il maggior incremento nel primo trimestre rispetto all’anno precedente. Sono in  460mila a non voler consumare prodotti di origine animale. Le più convinte sono le donne, che rappresentano i due terzi dei vegani italiani, e i giovani fra i 18 e i 24 anni. Rispetto al 2017, due persone su tre hanno detto addio a una dieta che mette al bando non solo la carne di qualsiasi animale, ma anche prodotti come latte e derivati, uova e miele. Ci sono poi delle “sottocategorie” come i fruttariani, che mangiano solo frutta caduta dagli alberi, ma escludono limoni, kiwi e ananas. Questi consumatori possono diventare melariani e nutrirsi solo di mele, oppure fruttariani crudisti e non cuocere né condire gli alimenti. Insomma  più una moda che una scelta alimentare vera e propria. La frammentazione delle tipologie di consumatori sta lentamente ritornando alle sue origine. L’uomo è onnivoro.

Il consumo medio annuo in Italia di carne (pollo, suino, bovino, ovino) è comunque sceso ai livelli di 79 chilogrammi pro-capite, tra i più bassi in Europa – continua la Coldiretti – dove i danesi sono a 109,8 chilogrammi, i portoghesi a 101 chilogrammi, gli spagnoli a 99,5 chilogrammi, i francesi e i tedeschi a 85,8 e 86 chilogrammi. E la situazione – precisa la Coldiretti – non cambia se il confronto viene fatto a livello internazionale visto che, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel 2018 il consumatore medio americano – sottolinea la Coldiretti – mangerà 222,2 chili tra carne rossa e pollame.

L’inversione a cui si assiste in Italia è quella verso la scelta di carni di qualità:  il 45% degli italiani privilegia quella proveniente da allevamenti italiani, il 29% sceglie carni locali e il 20% quella con marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine. Un deciso incremento è riservato alle carni bovine di razze storiche e iscritte a libri genealogici. Tra tutte spicca la razza piemontese. La carne tenera e non grassa.

Le carni di razze pregiate in Italia garantiscono un’alimentazione sana, la rigida osservazione a disciplinari di produzione e l’assenza di ricorsi a ormoni per la crescita come spesso avviene Oltreoceano.

Sono anche le carni di razza estera che vengono sempre più riscoperte dagli italiani grazie ad una commercializzazione che in Italia si sta specializzando nell’offerta di qualità e tipicità della carne.

Saranno ancora molti gli appuntamenti che in Italia seminano la cultura della carne. Quella Buona.

 

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