
Considerato il padre della gastronomia e della gastrosofia Anthelme Brillat-Savarin è stato un uomo di spirito come definito da Balzac. nei suoi scritti mette al centro del cibo, il suo significato sociale. Ne esprime le funzioni essenziali che influenzano la salute e la felicita’ dell’uomo.
Pubblicata anonima nel 1825, la Fisiologia del gusto riflette sui cinque sensi, descrive aneddoti, annota digressioni filosofiche e di costume, senza tralasciare le notazioni scientifiche. Brillat-Savarin non era un cuoco, ma un buongustaio un appassionato del cibo. Pubblico’ in sordina il suo libro per evitare eventuali scandali, ma presto Parigi e la Francia ne apprezzarono la stesura facendolo diventare un gran successo.
Ma un testo del secolo scorso può rapire la curiosità del lettore moderno? Il testo è un esperimento letterario a cavallo tra il trattato scientifico e il memoriale, e non una guida gastronomica.
Il testo nel suo complesso è chiaramente un invito a ripensare la cucina riscoprendo nel cibo un piacere. Parlandoci di osterie e non solo di regge, ci insegna che la buona cucina non è per sé un fatto legato alla ricchezza né tanto meno una pratica arcana e difficile. In tal senso la cucina domestica, oggi riscoperta e blasonata, ma fino a poco fa terreno oscoso nell’immaginario collettivo, può offrire tutto ciò che il palato e il cuore possono richiedere. (Michele Filippo Fontefrancesco)
Famosa la sua frase “Invitare una persona è occuparsi della sua felicità durante tutto il tempo ch’essa passa sotto il vostro tetto”
Buona lettura.
Cibodoro Conoscere e scegliere il cibo di Roberto Spiridigliozzi