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IL RI-PESCATO PER 4 MILIONI DI NUOVI POVERI IN ITALIA

Salgono a 4 milioni i poveri che con l’aggravarsi della situazione in autunno per le conseguenze dell’emergenza Covid-19 saranno costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o con la distribuzione di pacchi alimentari”. E’ quanto ha evidenziato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza di destinare agli indigenti anche le dieci tonnellate di pesce illegale confiscate ogni anno in Italia, nell’ambito dell’incontro di presentazione del progetto “Ri- pescato” di Banco Alimentare e Intesa San Paolo.

Fra i nuovi poveri nell’autunno 2020  ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie. Persone e famiglie che mai prima d’ora, avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità si registrano nel Mezzogiorno con il 20% degli indigenti in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia ma condizioni di bisogno alimentare si rilevano anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%)

Salvare il cibo sequestrato sul mercato illegale per destinarlo agli indigenti – sottolinea la Coldiretti – è un contributo importante anche alla riduzione degli sprechi con un impegno importante dell’Italia in occasione della Giornata internazionale della Consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari proclamata dall’ONU per il 29 settembre.

Per questo – afferma la Coldiretti – è importante il progetto “Ri-Pescato” per il recupero, la lavorazione del pesce confiscato in Sicilia e la sua distribuzione agli enti caritativi con un modello da estendere anche ad altre regioni costiere in Italia. Il piano di solidarietà anti spreco prevede che i prodotti ittici una volta sequestrati dalla Guardia Costiera vengano conservati in celle frigorifere messe a disposizione, a Catania, dal MASS (Mercati agro – alimentari Sicilia). Dopo le opportune verifiche igienico sanitarie – spiega Coldiretti – il pesce di piccola taglia, viene distribuito agli enti caritativi siciliani e calabresi che si occupano di assistenza e aiuto alimentare alle persone mentre per il pesce di grossa taglia è previsto il trasporto presso aziende o cooperative locali per la porzionatura, l’abbattimento termico, il congelamento e lo smaltimento dei rifiuti prima della distribuzione ai bisognosi.

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