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SALUTE IN CUCINA Brevi notizie sul legume della primavera: la fava

Parliamo della fava, il legume che torna in primavera, re della tavola dei romani in questo periodo dell’anno.
Oltre che buona sia cruda che cotta, la comune fava non manca di macro e micro elementi interessanti: che sia fresca o che sia secca presenta quasi una pari percentuale di proteine e carboidrati, che logicamente aumentano al diminuire del contenuto di acqua all’interno del legume. Nel legume secco le proteine raggiungono circa il 20% di prodotto edibile, quasi il 30% i carboidrati. È quindi un’ottima fonte di entrambi i macro nutrienti.
Continuando, la fava è ricca di fibra solubile e insolubile, ottima per diminuire il senso di fame e favorire il transito intestinale.
Per quanto riguarda i micro nutrienti, è alto il contenuto di vitamine del gruppo B, in particolare di folati, e di minerali quali manganese, magnesio, rame e ferro. 
Presenza interessante anche di levodopo, amminoacido non proteico precursore del neurotrasmettitore dopamina, della classe delle catecolammine che, oltre ad apportare effetti positivi sul tono dell’umore cosi come la serotonina, sembrerebbe, secondo alcuni studi, migliorare la sintomatologia di pazienti affetti da Parkinson, che presentano invece una carenza di questo amminoacido (ovviamente non è da intendersi a sostituzione delle cure farmacologiche).

 IN CUCINA

A Roma ci piace abbinarla al pecorino: possiamo dire che in questo modo possiamo ottenere un buon bilanciamento di macro nutrienti, con le proteine da entrambe le componenti, i carboidrati e i minerali prima citati contenuti nella fava, i grassi, il calcio e il fosforo soprattutto dal formaggio.
In alternativa, se non vi aggrada il sapore del legume crudo, che per alcuni può risultare amaro, si può optare per un purè di fave, chiamato anche macco nelle ricette tipiche del meridionedopo aver lasciato in ammollo le fave per tutta la notte, unirle in un tegame dove primariamente viene fatta imbiondire della cipolla con dell’olio EVO. Ricoprire di acqua calda e cuocere per circa un’ora. Con un mixer a immersione create la consistenza desiderata, più o meno grossolana.
Giulia Diletta Necci

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