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NAS Bologna: sequestrati 40 quintali tra carni, riso e legumi

Nei giorni scorsi i Carabinieri del N.A.S. di Bologna hanno effettuato una serie di controlli, nel capoluogo e nella provincia felsinea, finalizzati al controllo della filiera alimentare. In particolare sono state controllate due aziende d’importazione di alimenti esteri e sequestrati 35 quintali di carne, “spacciata” di origine avicola e 2 quintali, tra riso, legumi e spezie provenienti da India e Pakistan, scaduti di validità. Gli alimenti sequestrati, pari ad un valore di 20mila euro circa, erano pronti per essere immessi nel commercio al dettaglio, mentre ai proprietari delle citate aziende sono state comminate sanzioni per 4mila euro.

I Carabinieri del NAS di Reggio Calabria hanno individuato il titolare di un supermercato reggino che commercializzava gel igienizzanti antibatterici privi dell’autorizzazione ministeriale, prodotti da una ditta del casertano. I prodotti rinvenuti, pari a 740 flaconi da 100ml., sono stati immediatamente sequestrati con un valore stimato a 2500 euro. Sia il commerciante che il produttore sono stati deferiti all’A.G. per il reato di frode in commercio.

Anche il NAS di Napoli ha proceduto al sequestro di 61 confezioni di un gel disinfettante antibatterico posto in vendita come biocida, segnalando il titolare di un esercizio commerciale nel circondario all’A.G.

Il NAS di Bologna, presso un deposito all’ingrosso di alimenti etnici, ha scoperto un quantitativo di carne congelata proveniente dalla Germania priva di informazioni sull’origine, che era stata sottratta ai controlli sanitari perché non notificata agli uffici veterinari ministeriali. Per tali motivi i militari del Nucleo hanno sequestrato e quindi sottratto al consumo oltre 2 tonnellate di prodotti dal valore complessivo di 5mila euro. Al responsabile è stata notificata una contravvenzione di euro 3000.

Il NAS di Pescara sta svolgendo, invece, controlli a studi medici di medicina generale. Un “medico di famiglia”, con attività professionale ubicata in provincia, è stato deferito all’A.G. per aver dirottato alcuni assistiti presso una farmacia compiacente e adiacente allo studio, dove avrebbero trovato le ricette in forma cartacea. Ciò contrariamente alle indicazioni del Ministero della Salute che consente ai cittadini di ottenere dal proprio medico il “numero di ricetta elettronica” senza più la necessità di portare in farmacia il promemoria cartaceo. Stessa sorte è toccata anche al farmacista, quale correo del medico.

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